Diario, news, storie da Cozzagrande

E' possibile che da qualche parte del mondo esista un luogo, una contrada che si chiami Cozzagrande. Qui è un luogo immaginario abitato dalle "cozze". Una cosa hanno queste di speciale che le distingue da tutti gli altri: è l'ostinazione eroica, oppure ottusa, dipende dai punti di vista, con cui si attaccano da qualche parte. Avranno pure tante altre qualità e difetti, come tutti. Ma uno riconosce una cozza perchè non si stacca più: sarà un luogo, una poltrona e perfino una sedia traballante.
Qui si racconta della cozza che è in ognuno.
E di una qualsiasi comunità o gruppo.
Quello che segue è un insieme di pagine di diario, di news, racconti, immagini della comunità di Cozzagrande. Seguendo la numerazione si ricompone il filo storico degli eventi. Ma non è necessario attaccarsi a quest'ordine per confondersi le idee.
Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.

10/06/07

82- Cos’ è la logistica integrata. Una avventurosa riunione. Perché sono sconsigliabili le riunioni in un’auto. Ma quella sera a teatro...

Ormai non sapevano più dove andarsi a riunire. Il gran giurì dei cozzari voleva lavorare in gran segreto. Così tutti avrebbero pensato che stessero pensando a qualcosa di tanto più importante quanto più segreta fosse. Meglio un posto isolato, perché se uno deve parlare, deve poterlo fare ad alta voce. Per avere ragione. C’era un’ampia scelta di soluzioni. Red Loop si oppose subito alla proposta pur legittima di andare nelle fogne. Troppo affollate, e soprattutto troppo basse per potersi sollevare nel caso ne avesse avuto bisogno.

Pazz’Esco incassò da parte sua uno sgarbato rifiuto dalla portineria dell’aula del senato, manco a trovare una scusa qualsiasi, che so… il dibattito sulla fiducia al governo. Ma gliel’avrebbe fatta vedere lui, non appena avesse conosciuto uno più importante. Fu scartata quasi subito anche la soluzione delle cave numerose e immense sotto la città. Troppo via vai perchè vi si stava facendo l’archiviazione delle ecoballe. Nessuno del giurì, d’altra parte, aveva un’auto abbastanza capiente per il numero legale. Né si poteva fare come un’altra volta, quando due del giurì stavano fuori a turno. Se qualche cozza li avesse visti non sarebbe stata una gran figura. Anche perché sempre quella volta successe che si fece attorno la folla dei curiosi che volevano vedere come viene una rissa dentro a un’auto. Non fu possibile deliberare neanche sulla fondamentale questione del riporto in caso di calvizie incipiente. E ancora una volta si dovette rinviare tutto.

Allora Pazz’Esco prese un paio di contatti che contano dei suoi soliti, con la posa del genio paziente che deve risolvere sempre tutto lui. Alla fine si tirò dietro tutto il numero legale, in fila indiana, per i vicoli e attraversando pure qualche casa privata, ingannato dai comandi del navigatore satellitare tarato per errore sul volo dei piccioni viaggiatori. Finalmente infilò una piccola porta che dava in una grande sala con un tavolo da riunione illuminato centralmente da una elegante lampada che lasciava in penombra e al buio il resto dell’ufficio. Fu chiusa la porta e il brusio che veniva di fuori si spense. Le informazioni di quelli che contano erano state perfette, come la sala riunioni e Pazz’Esco ne fu soddisfatto. Il gran giurì approfittò per parlare animatamente e a lungo di ogni e qualsiasi segretissima questione marginale, intendendo così contribuire a modo suo alla crescita dei margini. Nessuno aveva osato dirgli che proprio in questo modo i margini li consumavano in gettoni di presenza. Infatti, la cozza dai facili rendiconti era stata più volte zittita. Comunque la riunione del giurì giunse a termine e Fuoc’Amico che l’aveva magistralmente moderata pronunciò la frase di rito: “A quando vogliamo rinviare ogni decisione?” Fu detta una data e tutti dissero di si all’unisono. Come fosse stato un segnale convenuto, mentre i cozzari del gran giurì si alzavano soddisfatti, scoppiò improvviso uno scroscio di applausi dalla platea che emergeva come dal nulla man mano che le luci in sala di accendevano. Il regista si avvicinò a salutare il pubblico e a congratularsi con gli ignari attori. “Vi invito tutti alla prossima piéce del nostro teatro-verità”, annunciò raggiante, E non smetteva di fare inchini verso il pubblico mentre era tirato, meglio dire strattonato, per la giacca dai membri del gran giurì dei cozzari che non riuscivano ad disincastrare la porta per svignarsela. Andava infatti spinta, non tirata. Comunque fu la prima ed unica volta che si trovarono dei margini economici, perché il 20% dell’incasso al botteghino fu prontamente consegnato nelle mani di Fuoc’Amico, lui sì che sapeva fare buon viso a cattivo gioco, e che accettò purché ci si sbrigasse. Il gran giurì che non riusciva a trovare il lato comico della cosa e si era fatto di tutti i colori si oppose ad ogni ipotesi di replica della piece che era tanto piaciuta al pubblico. Così svanì uno dei rari business che era stato in grado di generare i margini dal botteghino. Quello che si dissero appena dietro l’uscita i membri del giurì non è roba per le orecchie della comunità di Cozzagrande.

Ma l’esperimento della logistica che aveva così brillantemente integrato gli aspetti della ricerca di una sede, del percorso per il suo raggiungimento e l’integrazione con il teatro era riuscito perfettamente: un esempio da manuale di logistica integrata. Pazzesco!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

E' disponibile il dvd di quella sera al teatro?
Ciao dall'ultima cozza del cozzaro

nosferatu ha detto...

ma non era la logistica già di per se stessa integrata non essendo altro che una struttura ed impossibilitata quindi a, come dire, disincarnarsi (o sarebbe da dirsi, 'dis-integrata')?
magia dei si dice 'tecnici' di quel sottogenere sub-umano chiamato 'manager-consulentediciòdicuinonsounafavamadicuimiriempiolaboccaedilventre'. magia delle parole d'ordine su cui mai si riflette ma verso cui si corre sfrenatamente per meglio riflettere alla sua luce.
ma il regista del teatrino di paese, dove è?